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UNIFORMAZIONE della Conoscenza


l’Associazione Rescue Academy ha una caratteristica basilare per definirsi "professionisti del soccorso" e quindi svolgere le attività in modo sicuro, tutelato ed efficiente: è la FORMAZIONE dedicata al CONSOLIDAMENTO alla conoscenza delle tecniche e dei presidi che si trovano all'interno del vano sanitario.
Il metodo formativo INNOVATIVO che l’Associazione Rescue Academy utilizza non MODIFICA nulla della Formazione ricevuta, qualunque essa sia, ma ne CONSOLIDA la FUNZIONALITÀ e aggiunge informazioni, risolvendo dubbi e perplessità operative.

La Formazione di tramando, avviene normalmente attraverso il passaggio di nozioni direttamente dal "volontario esperto" al neofita in affiancamento che in quel momento è una spugna e pronto ad acquisire e apprende tutte le informazioni che gli vengono date facendole proprie. Il problema che si riscontra in tutta Italia è che questa trasmissione non avviene sulla solida base di un documento, della linea guida o del presidio, argomento che sia.
Questo documento è lo stesso che verrà impugnato, nel caso, dal magistrato di turno che lo confronterà col vostro agire per individuare negligenze o utilizzi inappropriato da parte del personale di soccorso. L’esecuzione di manovre, siano esse parte della routine operativa o meno, sbagliate o che addirittura arrechino danno al paziente non può quindi essere giustificato con un accorato “Me l’hanno insegnato così…”, visto che la responsabilità per negligenza, è personale.

È importante sottolineare che rientrano in questo caso anche i danni subiti dagli operatori stessi: anche le assicurazioni personali hanno avvocati!
Questo famigerato documento permette al FORMATORE o al DISCENTE di trasmettere in modo preciso e corretto, senza inventarsi niente. Attenzione però: in caso di danno al paziente (o operatore!) dovuto a utilizzo inappropriato o negligenza la responsabilità rimane personale.

I presidi maggiormente utilizzati e per i quali è necessaria buona manualità d’utilizzo visto lo scopo che hanno sono principalmente: collare cervicale, tavola spinale, barelle a-traumatiche, barelle, materasso a depressione, stecco bende, sistemi di estricazione.
Per essere chiamati in questo modo, questi presidi devono essere corredati da un fascicolo tecnico che racchiuda i test che enti esterni hanno eseguito e certificato, manuali istruzioni in Italiano strutturati in modo dettagliato (non il solito foglio di carta fotocopiato), programmi formativi dedicati al Soccorritore, non al Presidio e devono essere svolti da professionisti come l’Associazione Rescue Academy, che mantiene i suoi Collaboratori, sempre preparati e sempre aggiornati perché scienza e tecnologia, e le normative correlate, si evolvono di continuo.

Queste quattro esclamazioni, evidenziano alcune cose:
1) la FORMAZIONE non è sufficiente e soprattutto se non è dedicata alle esigenze del territorio.
2) il PERSONALE è demotivato dall'approfondire i contenuti, e questo capita quando si formano i volontari con maggior frequenza di turni piuttosto che quelli del turno sporadico… e non va bene.
3) la Vostra IMMAGINE di soccorritori, viene compromessa da “non ricordo come si fà”…
4) quando non si inserisce un “DEBRIEFING” dell'intervento visto da occhi diversi, con persone competenti ma esterne all’equipaggio come altri volontari, direttore sanitario, ecc..

Le linee guida e le istruzioni operative in uso danno consigli, una traccia di quello che possiamo o dobbiamo fare senza uscire troppo dal seminato, ma non ci obbligano in nessun modo a prendere decisioni su quale tipo di presidio dedicato alla gestione e trasporto si deve utilizzare.
In letteratura sono riportate svariate manovre che ci permettono di immobilizzare con i soliti presidi pazienti con posture obbligate o deformazioni particolari, siano essi adulti o pediatrici, ma quello che realmente tutela noi e il paziente è la formazione specifica all'utilizzo tecnico fatta direttamente da chi ha prodotto il presidio.
Per esempio il materasso a decompressione è, a mio avviso, il presidio migliore per la gestione di un paziente "traumatizzato" in quanto:
- contiene e non costringe
- mantiene la posizione di reperimento o antalgica
- garantisce una posizione neutra del rachide spinale
- protegge termicamente
- dissipa l'energie che sollecitano il paziente durante il trasporto, sia su veicoli a motore che su aeromobili
- riduce il decubito e alcuni di questi presidi possono essere utilizzati anche come telo porta feriti.

Il problema è che quando si deve decidere se utilizzarlo o no si pensa maggiormente a come va utilizzato e alle difficoltà pratiche che questo comporta più che alla tutela del paziente che ci si trova davanti.
Molte associazioni stanno cambiando: acquistano le attrezzature e dedicano tempo alla formazione interna, solo dopo aver fatto acquisire a tutti la manualità necessaria per il loro utilizzo l’Associazione Rescue Academy svolge anche questo tipo di servizio.

Quello che si vuole ribadire è che se la formazione non viene fatta da chi conosce in modo approfondito il presidio, perché lo ha costruito o studiato in modo dettagliato, non si potrà mai certificare un apprendimento adeguato per un utilizzo corretto dello stesso. Rimarrete soccorritori qualificati solo a metà e in modo approssimativo, allontanandovi sempre di più dal mondo del professionismo.

l’Associazione Rescue Academy trasmette la formazione dedicata strettamente al concretizzare la manovra e la conoscenza delle proprie attrezzature, si abbina a tutte le linee guida internazionali e nazionali che specificano in modo eccelso a cosa servono i presidi e come si potrebbero utilizzare.

Tra i dispositivi più critici c'è il  sistema "primario di trasporto", la barella.
Molti volontari escono dal corso base senza mai aver toccato o capito a cosa serve e come si utilizza la barella di trasporto. Questo lo si nota dal come vengono caricati e scaricati i pazienti, dalle cadute accidentali, dalle sollecitazioni che si notano durante il caricamento e scaricamento, ma soprattutto dal modo in cui viene trasportato il paziente.

Le statistiche di caduta “accidentale” della barella, sono evidenziate per lo più da "altezze di carico" non corrette, negligenze da parte degli operatori che NON rimangono a contatto con il presidio sopratutto durante la fase di scarico, con un "eccitante tonfo pubblico", dove la professionalità decade e si rende ridicola in luoghi dove la divisa del soccorso, deve essere protagonista in un altro modo.
Questa formazione, per esempio, non può essere svolta da personale che non lavora assiduamente in emergenza e che non ha avuto a sua volta una formazione specifica da professionisti dedicati alla formazione tecnica; perché non conosce le esigenze del veicolo, le diverse peculiarità del territorio e le caratteristiche tecniche del presidio che sta utilizzando.

La barella di trasporto, necessità sicuramente di molta più accortezza, nel mantenerla operativa, viene utilizzata da mani diverse quasi ogni giorno, su terreni diversi ogni giorno e per poterla utilizzare sempre al meglio deve essere mantenuta in modo dettagliato e corretto. Premetto che l'operatore "non deve" toccare il presidio con utensili o altre cose che ne compromettano la sicurezza in qualsiasi modo, ma deve avere l'accortezza di riconoscere che la barella di trasporto ha bisogno di una controllo dettagliato, che un pezzo non funziona bene, che ogni "tot" caricamenti deve essere fatta una manutenzione ordinaria, non all'interno, ma da chi ha realizzato il presidio.

Nella mia realtà formativa, ho inserito nella "check list" iniziale il controllo presidi, non solo il controllo "ottico", ma il controllo funzionale che occupa ben "trenta secondi" a presidio ma alla fine si ha la certezza che ci sia tutto e sia operativo in fase di soccorso, senza nessun tipo di sorprese e mancanza di tutela per il paziente che andiamo a soccorrere.

La formazione tecnica è stata legislata dallo stato in una lettera Stato Regioni, per tutte le figure professionali del soccorso: Medici, Infermieri, Volontari, Autisti Soccorritori, ecc…
La motivazione è semplice, ogni figura in uno scenario difficile o in situazioni dove il "team" di soccorso potrebbe avere difficoltà di qualsiasi tipo, ogni figura "addestrata" presente, potrebbe risolvere i problemi, portando a termine la missione.
Pensate in una "max emergenza", dove solo i volontari più scaltri, hanno fatto corsi e aggiornamenti all'uso dei presidi, devono lavorare con figure professionali con un grado di preparazione più alto a livello sanitario, ma con una preparazione "scolastica di base" per quanto riguarda le attrezzature tecniche.
Questo sicuramente compromette la sicurezza del paziente e degli operatori.

Ultimo accenno alle leggi, il DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81, all’articolo 73 (Informazione, formazione e addestramento), scrive: “…il datore di lavoro provvede, affinché per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell’uso dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione e un addestramento adeguati… Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori incaricati dell’uso delle attrezzature…, ricevano una formazione, informazione ed addestramento adeguati e specifici, tali da consentire l’utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone.”

Sono anni che viaggio molto per l'Italia in questo stupendo ambiente del volontariato al quale si chiede veramente tanto; per fortuna ci sono persone preparate che dedicano molto tempo a questo servizio pubblico, ma ribadisco che utilizzando i presidi tutti in egual modo, quindi in sicurezza, si migliora il servizio, ci si accultura con più facilità e in modo più sicuro e pratico e si può essere fieri di essere dei professionisti del soccorso.
Non aspettate che qualcuno vi organizzi corsi, approfondite il tutto in modo autonomo, vedrete che più cose si sanno, più sarà semplice il da farsi sul luogo dell’evento.
Io sono a disposizione per qualsiasi cosa, anche solo dubbi incertezze o perplessità, scrivetemi in contatti direttamente dal sito, dove ho descritto alcuni seminari tecnici per persone che voglio migliorare le loro capacità manuali e tecniche all'uso dei presidi.

Formatore Rescue Academy
Alexandro Stecchezzini
Telefono +39 389 23 48 119
Email: info@rescueacademy.it
Skype: rescueformazione (alexstecchezzini)

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