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Ogni soccorritore, professionista o volontario, deve essere preparato ad affrontare sforzi fisici imprevedibili e che rischiano di creare nel tempo danni al proprio corpo.

I pesi da sollevare, trasportare e le situazioni in cui si trova ad operare il soccorritore, rischiano di sovraccaricare la colonna vertebrale. Per prevenire l’insorgere di patologie vertebrali e dolori muscolari, l’operatore deve saper muoversi in modo corretto e saper sollevare pesi in modo corretto.

Purtroppo nelle operazioni di soccorso questo non sempre è possibile, soprattutto quando lo scenario di azione è pieno di ostacoli o quando il paziente è in gravi condizioni.

Tuttavia quando la situazione lo permette, il soccorritore deve cercare di effettuare i movimenti in modo corretto, usando soprattutto i muscoli senza sollecitare articolazioni, tendini e legamenti. Per proteggere la nostra colonna vertebrale è importantissimo avere un buon controllo della zona addominale.

Nella maggior parte delle persone la muscolatura addominale è ipotonica (debole), mentre quella paravertebrale è accorciata e contratta. Molto spesso rigidità e dolori alla zona lombare sono dovuti proprio ad una perdita di elasticità dei muscoli della schiena e perdita di forza nella fascia del così detto CORE.

Per Core ( Centro o NUCLEO) si intende tutta la fascia centrale del corpo umano che include il complesso coxo-lombo-pelvico; rappresenta un punto di reazione stabile per il resto del corpo o più semplicemente possiamo descriverlo come " il centro funzionale del corpo". Fanno parte del Core i muscoli addominali (retto dell'addome, obliqui e trasverso) ma anche i muscoli paraspinali, quadrato dei lombi, i muscoli del pavimento pelvico, glutei e flessori dell'anca. Se ben condizionati, i muscoli del “ core” contribuiscono a ridurre il rischio di lesioni derivanti da cattiva postura.

La capacità di mantenere una buona postura durante l’esecuzione dei movimenti è quindi garantita da tutti questi muscoli, ma in particolare da tutta la parete addominale che aiuta a proteggere la colonna vertebrale e la struttura scheletrica in fasi estreme del movimento e dalle forze eccessive o anomale che agiscono sul corpo.

La muscolatura addominale è distinguibile su diversi piani:

  • nel piano profondo troviamo il TRASVERSO DELL’ADDOME
  • nel piano intermedio troviamo i muscoli OBLIQUI INTERNO ED ESTERNO
  • nel piano superficiale troviamo il muscolo RETTO DELL’ADDOME

Nella stazione eretta gli addominali intervengono per mantener l'equilibrio dell'intera colonna. Il muscolo generalmente più attivo è l' obliquo interno, che è contratto durante la normale stazione eretta a scopo protettivo, assieme al trasverso dell'addome, per impedire l'accesso dei visceri nel canale inguinale (Basmajan & De Luca, 1985). Il movimento di flessione in avanti del tronco viene effettuato dal retto addominale e dall'obliquo esterno, mentre l'obliquo interno e il trasverso dell'addome agiscono come stabilizzatori (Miller & Madeiros, 1987)

Nel meccanismo di stabilizzazione della colonna entrano spesso in gioco anche i retti e gli obliqui esterni, soprattutto nei casi di carichi assai elevati sulla colonna (Zetterberg e Coll., 1987) e nei casi di perturbazioni posturali inaspettate (Cresswell e Coll., 1994).

Gli studi condotti negli ultimi anni ( Barterlink 1957 e Cresswell 1992) hanno analizzato mediante elettromiografia l’attivazione della zona addominale durante azioni di sollevamento e hanno dimostrato :

  • attivazione scarsa del retto addominale
  • attività modesta dell’obliquo esterno ed interno
  • intensa attivazione del trasverso dell’addome.

Inutile sottolineare che sono tutti muscoli che il soccorritore usa continuamente nelle azione di sollevamento, trasporto e traino di presidi e pazienti.

La tonicità di tutti i muscoli dell'addome quindi assolve diverse funzioni:

  • tenuta dei visceri
  • corretta meccanica respiratoria
  • equilibrio fisiologico del bacino
  • protezione della colonna vertebrale (una parete addominale tonica permette di scaricare oltre il 40% del peso gravante sulle vertebre lombari)

Per il soccorritore, che sottopone il corpo ad uno stress fisico constante, è importante mantenere questa muscolatura elastica, flessibile ma soprattutto forte. Forte significa soprattutto funzionale, ovvero non serve crearsi la famosa “tartaruga” ma allenare il corpo ad usare gli addominali quando servono per evitare sovraccarichi ai dischi intervertebrali. Un addome funzionale è un addome sempre pronto a lavorare nei vari sforzi.

Per rendere l’addome forte e funzionale basta eseguire dei semplici esercizi. Una buona prevenzione permette al soccorritore di evitare infortuni e continuare a lavorare nel mondo del soccorso senza rischi per la proprio salute e per la salute altrui.

Eseguire i seguenti esercizi anche solo due volte a settimana aiuta il corpo a lavorare bene. Attenzione anche alla respirazione, sia durante l’allenamento ma soprattutto durante gli sforzi fisici nelle operazioni di soccorso. I muscoli addominali intervengono nella respirazione durante l'espirazione forzata, poiché l’espirazione normale a riposo, nel soggetto sano, è un fenomeno passivo che avviene senza il coinvolgimento muscolare, ma grazie alla restituzione dell'energia elastica accumulata dal tessuto polmonare durante l'inspirazione. L'espirazione forzata interviene soprattutto durante l’attività fisica ed ecco perché è consigliato in ogni azione di sforzo, come il sollevamento della barella, fare una bella espirazione forzata.

Ma vediamo ora come rendere tutti questi muscoli pronti a proteggere la nostra colonna durante gli sforzi e la attività quotidiane.

Esegui questi semplici esercizi almeno due volte a settimana. Gli esercizi consgiliati sono in ordine crescente di difficoltà. I primi due esercizi sono quelli più semplici e possono essere eseguiti da tutti. Per patologie già riscontrate alla colonna vertebrale si consiglia di eseguire gli esercizi con la supervisione di uno specialista.

 

Espirando schiacciare la zona lombare a terra, contrarre l’addome e portare l’ombelico verso la colonna vertebrale. Inspirare e ritornare alla posizione di partenza. Ripetere 10 volte senza fermarsi. Eseguire 3 serie con riposo di 1 minuto

Espirando contrarre l’addome, portare l’ombelico verso la colonna vertebrale e sollevare le spalle appiattendo la zona lombare a terra. Scendere inspirando e risalire. Per evitare l'insorgenza di problemi cervicali mantenere la testa in linea con il busto. Le mani posizionate dietro la nuca devono avere solo azione di sostegno. Ripetere 10 volte senza fermarmi. Eseguire 3 serie con riposo di 1 minuto. Questa posizione è consigliata in presenza di tensioni lombare al posto dell’esercizio successivo.

Espirando contrarre l’addome, portare l’ombelico verso la colonna vertebrale e sollevare le spalle appiattendo la zona lombare a terra. Scendere inspirando e risalire. Per evitare l'insorgenza di problemi cervicali mantenere la testa in linea con il busto. Le mani posizionate dietro la nuca devono avere solo azione di sostegno. Ripetere 10 volte senza fermarmi. Eseguire 3 serie con riposo di 1 minuto

Contrarre l’addome portando l’ombelico verso la colonna vertebrale. Sollevare braccio sinistro e gamba destra mantenendo l’equilibrio con addome contratto. Sguardo rivolto a terra. Scendere e ripetere dall’altro lato. Ripetere 10 volte alternando sempre il lato. Eseguire 3 serie con riposo di 1 minuto

Contrarre l’addome portando l’ombelico verso la colonna e sollevare le ginocchia di pochi centimetri. Mantenere la posizione per 10 secondi mantenendo la schiena allineata e l’addome contratto. Eseguire 3 serie con riposo di 1 minuto

Contrarre l’addome portando l’ombelico verso la colonna vertebrale. Mantenere tutto il corpo dritto in appoggio su gomiti e piedi, con schiena allineata e addominali ben contratti. Mantenere la posizione per 10 secondi. Eseguire 3 serie con riposo con 1 minuto. Questo esercizio prevede una buona preparazione fisica. Consigliato solo per soggetti già allenati.

La formazione dedicata per la gestione del dolore, la potete svolgere con noi:

5.1 MOBILITAZIONE DEI CARICHI PER SOCCORRITORI DELLA 3° ETA’ E NON SOLO

Bibliografia:

“Il back pain di origine meccanica, fondamenti di biomeccanica rachidea e patomeccanica” V.PARODI, E.MARTINELLI. Edizione Veneta Vicenza 2008

“Fisiologia e biofisica medica” BALDISSERRA F.Poletto Editore,Milano, 1996.

“The influence of sudden perturbations on trunk muscle activity and intra abdominal pressure during standing” Exp. Brain Res. 98: 336-341. Cresswell A.G., Oddsson L.,Thorstensson A, 1994.

Formatore Rescue Academy
Alexandro Stecchezzini
Telefono +39 389 23 48 119
Email: info@rescueacademy.it
Skype: rescueformazione (alexstecchezzini)

Dopo molti anni di Emergenza come Specialista e Tecnico, in tutti gli ambienti di Soccorso, ho continuato a perfezionare l’integrazione alimentare che utilizzavo quando ero un atleta. La semplicità di integrarsi prima di un intervento svolto semplicemente in ambulanza, dove le condizioni, sono comunque difficili e vanno ad interessare la parte emotiva e a volte la devastante la parte fisica, mi mettevano a dura prova.

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