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Estricatore – Versus – Rautek

di Alex Stecchezzini

La Centrale Operativa 118 invia un mezzo di soccorso di base sul luogo di un incidente stradale: è coinvolto un solo veicolo che ha violentemente urtato un palo dell’alta tensione.

I Volontari del Soccorso scendono dalla propria ambulanza e, assicuratisi che non vi siano ulteriori pericoli, si avvicinano all’auto.

All’interno vi è un paziente che urla di dolore: ha gli arti inferiori piegati ed incastrati tra il  cruscotto ed il volante.

Il sedile si è avvicinato al piantone dello sterzo ed il paziente non ha spazio per muoversi.

Grida dicendo di non riuscire a liberarsi dal mezzo.

L’estricazione del ferito:

Con il termine estricazione si intende quell’insieme di manovre tecnico-sanitarie che servono per mobilizzare un paziente intrappolato, portandolo fuori dal veicolo, senza provocare ulteriori lesioni che potrebbero aggravare la sua situazione.

Le manovre di estricazione debbono essere condotte in modo da non arrecare danno anche agli operatori sanitari e l’unico modo veramente consolidato e appropriato è stato studiato da Rescue Academy; una giornata dedicata all’estricazione “full day” di 8 ore (http://associazionerescueacademy.it/corsi/1-4-corrette-applicazione-delle-manovre-di-estricazione-nella-gestione-del-trauma/).

In letteratura viene fatta una distinzione tra estricazione “cautelativa”, con paziente stabile e non a rischio vita, ed estricazione “rapida” o di emergenza, cioè quando si ha una reale necessità di rimuovere il paziente dal veicolo per presenza di rischio ambientale, con un occhio di riguardo per la propria incolumità personale,  o per l’esecuzione di manovre salva vita.

In quest’ultima categoria troviamo diverse manovre, tra cui spicca per diffusione, rapidità di esecuzione e non necessità di presidi la manovra o presa di Rautek.

Questa manovra a mani nude viene indicata nei libri di testo esclusivamente nei casi di “estrema necessità”.

Nell’esecuzione di questa manovra, l’operatore è estremamente concentrato nel non cagionare ulteriori danni al ferito e può sottovalutare la postura da tenere durante questa particolare operazione.

Analizzando dal punto di vista biomeccanico i movimenti che vengono svolti durante la manovra, ci accorgiamo quanto la postura dell’operatore sia scorretta e possa così sottoporsi al rischio di gravi lesioni della colonna vertebrale, delle articolazioni, dei muscoli e tendini.

Rescue Academy, ha realizzato una giornata dedicata sia all’estricazione ma ha introdotto nuove tecniche studiate per migliorare la postura e la sicurezza sia per l’operatore che per l’ente che lo tutela durante il soccorso. (http://associazionerescueacademy.it/area-salute/)

Entrando nel dettaglio della manovra:

l’operatore afferra il paziente, sempre che sia abbastanza alto da avvolgerlo con le proprie braccia, “salvaguarda” l’allineamento del rachide con la propria testa ed una mano, lo solleva facendosi carico completamente del suo peso, esegue una torsione del busto e, sempre sostenendone interamente il peso, cammina all’indietro per estrarre il paziente dal veicolo.

Dal punto di vista dell’operatore questa torsione viene eseguita, nella maggior parte dei casi, senza il mantenimento fisiologico delle curve della colonna vertebrale, in quanto si ritrova con la colonna in flessione verso il paziente. In molti casi il veicolo non si trova in una posizione confortevole per utilizzare le attenzioni del caso, e questo movimento di (torsione in flessione) provoca una forte e dannosa compressione a livello discale.

E’ evidente che i Soccorritori, non siano sempre in forma o svolgano in modo assiduo esercitazioni o interventi di estricazione da rimanere tonici e fisicamente pronti per svolgere in sicurezza questa manovra, una delle attività di Rescue Academy è quella di organizzare e gestire squadre di soccorso con giornate di “re-training” dove vengono svolte prove pratiche fisiche dedicate alla gestione del dolore del Soccorritore. Cosi da migliorare la loro prestazione e postura con esercizi dedicati.

In ogni operazione che preveda la movimentazione dei carichi (pazienti) si consiglia di rispettare sempre i seguenti principi, al fine di non recare danni alla propria salute:

- Baricentro del corpo vicino al peso da sollevare:

Nel uomo i singoli movimenti dei diversi segmenti articolari si basano sui meccanismi fisici delle leve. Nel corpo umano il segmento osseo è l’asse delle leve, l’articolazione il fulcro, la forza muscolare la potenza, la forza peso e la resistenza.

Quindi minore sarà la distanza dall’articolazione del peso sollevato, minore sarà la forza necessaria a sollevarlo quindi minore il carico discale.

1) Allargare la propria base d’appoggio per dare più equilibrio al corpo;

2) Piegare le gambe per distribuire correttamente il peso del corpo evitando che ricada solo a livello lombare;

3) Mantenere la schiena dritta, ovvero mantenere le curve fisiologiche della colonna per evitare pressioni sbagliate e dannose a livello discale.

Il mantenimento delle curve fisiologiche della colonna permette infatti alle vertebre di rimanere allineate tra loro senza creare pressioni trasversali sul disco che possano provocare una sua spinta all’esterno, generando erniazioni o protrusioni, strappi o stiramenti muscolari.

4) Evitare quando è possibile le torsioni del busto e, se sono necessarie, usare al massimo la contrazione della muscolatura addominale, in grado di togliere un po’ di pressione a livello lombare.

La scienza, gli studi, la tecnologia ma soprattutto gli anni di esperienza hanno permesso a Rescue Academy di realizzare in programma fisiologico ed alimentare dedicato ai soccorritori.

Ideato per facilitare questa operazione d’urgenza, permette di aumentare la messa in sicurezza del nostro paziente e di ridurre in modo esponenziale i danni che con la manovra di Rautek si creano sui pazienti e sugli operatori, proteggendo così anche la loro salute nello svolgimento di una così preziosa attività.

Partendo in posizione di sicurezza, gli operatori anche di piccole dimensioni, o con poca forza muscolare, riescono a sfruttare al meglio le proprie potenzialità fisiche e senza danneggiarsi conoscendo in modo approfondito il presidio che hanno in dotazione (http://associazionerescueacademy.it/area-presidi/).

E’ fondamentale l’uso delle gambe e della muscolatura addominale per evitare che il carico gravi sulla colonna, in particolare durante l’azione di torsione. Le tecniche di esecuzione vengono divulgate da Istruttori Rescue Academy presenti sul territorio, così da fornire all’operatore non solo un ottimo presidio certificato e omologato per l’estricazione, ma anche la conoscenza delle tecniche d’uso per eliminare del tutto lo sforzo muscolare, riducendo i potenziali danni osteo-articolari.

Per la salute dell’operatore diventa basilare muoversi correttamente, conoscere bene il proprio corpo e saper sfruttare i proprio muscoli al meglio, al fine di non sollecitare altre strutture somatiche potenzialmente danneggiabili.

Poniamo alcune domande suggestive:

• Eseguendo la manovra di Rautek, abbiamo garanzie di mantenere la linearità del rachide del paziente durante un movimento di rotazione senza supporti rigidi?

• E durante le altre fasi della manovra?

• Riesco a mantenere il mio dorso in asse?

• Sono in grado di sollevare un paziente, ad esempio di soli 55 Kg, da solo e con la schiena piegata?

• Agisco in sicurezza infilando un braccio, senza poter vedere, tra la schiena del paziente e lo schienale del sedile?

• Camminando all’indietro sulla scena di un incidente stradale (basta una banale pozzanghera per scivolare) posso farmi male ?

• Ma soprattutto: sono sicuro di fare la cosa migliore per il paziente e per me?

Le risposte fanno parte del “know-how, "sapere come" o "competenza" del soccorritore, che Rescue Academy approfondisce con tecniche di consolidamento posturale e tecnico.

Formatore Rescue Academy
Alexandro Stecchezzini
Telefono +39 389 23 48 119
Email: info@rescueacademy.it
Skype: rescueformazione (alexstecchezzini)

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